C'è una terra in Asia Centrale dove la lingua si scrive come l'arabo e il cui parlato assomiglia all'Uzbeko, al Pakistano o all'Afghano.
Questa terra si trova ad ugual distanza tra Pechino e Istanbul, ad un tiro di schioppo da India, Pakistan, Afghanistan, Kirgizistan, Tajikistan e Kazakhstan.
I canti dai minareti scandiscono la giornata e rumorosi bazaar definiscono precisi volumi di odori: dai profumi rotondi delle spezie a quelli leggermente acri degli spiedini di montone. Le dune di sabbia potrebbero essere quelle del Sahara, i borghi con mattoni e fango quelli del Marocco, i colori rossi delle montagne quelli di Marte, invece è ancora Cina.
Ma è una Cina strana perché i cinesi con i "tratti cinesi" vengono chiamati coloni.
Tutti hanno bene o male sentito parlare del Tibet ma c'è un'altra regione grande quanto Francia e Germania messe assieme a cui è toccata la stessa sorte: la Kashgaria o, come dicono i cinesi, lo Xinjiang (nuova frontiera); la terra del popolo Uyguro.
La via della Seta andava dalla Cina Orientale fino a Roma attraversando Lontano, Medio e Vicino Oriente. Noi ne abbiamo percorso circa 3000 km partendo dalla Cina Orientale fino al Centr'Asia, attraversando steppe (Mongolia Interna), deserti e montagne (Gansu e Xinjiang).
Il nostro tragitto si potrebbe raccontare in mille maniere ma, dopo tanto andare, ci sono rimasti negli occhi soprattutto la luce e i colori, come una pioggia di stelle filanti. Infatti dalle verdi praterie dell'Est
ci si addentra nella steppa mongola color verde oliva,
e poi si alzano montagne colorate di rosso, giallo, ocra, a strisce oppure monotone,
quando la quota scende di nuovo siamo però già nel giallo del deserto, un deserto di dune di sabbia alte anche 1700mt, è il Gobi.
Il deserto del Gobi si incontra con il deserto del Taklakaman passando per una depressione simile a quella del Mar Morto raggiungendo il suo punto più basso presso Turpan, un Oasi con le case color fango circondata da monti semi franati striati di giallo e rosso, la gente del posto li chiama i monti fiammeggianti.
Questi monti fiancheggiano tutto il deserto fino ad arrivare a Kashgar, città dal sapore mediorientale dove i bar del tè si alternano ai fornai di strada.
La via della seta prosegue poi per il Pakistan attraverso la strada detta Karakoram Highway, una delle meraviglie naturali di questo Mondo. Passa attraverso montagne aride ma magnifiche, attorno ci sono picchi fino a 7000mt e i passi sono fino a quasi 5000mt. La Natura si veste a festa ed i colori tersi si susseguono così velocemente da mozzare il fiato ogni volta che da una curva si svela il nuovo paesaggio.
Rosso arancione giallo verde azzurro indaco bianco e nero colorano le vallate e le montagne fino a quando un soldato in divisa ti chiederà di fermarti, purtroppo.













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