Tuesday, February 26, 2013

Angkor Wat: incredibile o comunque difficile a credersi

Sveglia alle 4:30 di mattina, 40 minuti di bicicletta e pronti per vedere il sole sorgere da dietro l ANGKOR WAT. Che meraviglia.




Il tempio è considerato il più grande edificio religioso mai costruito e appartiene ad un complesso di templi che si estende su di un area mastodontica.

Ma la cosa piu incredibile è come è stato costruito:
Il tempio ha tre terrazze sulla più alta delle quali si ergono 5 torri rappresentanti il monte Meru (Hymalaya), che è dove gli Induisti ritengono che vivano gli dèi (una specie di Olimpo).

Questo tempio che pesa migiaia di tonnellate galleggia su di una falda freatica che nella stagione secca viene tenuta bagnata da un sistema di canali d acqua, l idea è geniale: se non si può tenere asciutta la terra durante la stagione dei monsoni e quindi fare fondamanta solide allora facciamo fondamenta "galleggianti" e teniamo bagnato durante la stagione secca.

Questa è solo la caratteristica più incredibile, ma il tempio ha altre peculiarità:
  • costruito in 35 anni
  • interamente scolpito su ogni muro con una precisione degna di una statua, con scene di guerra etc con due e a volte tre piani di profondità
  • nessun cementificante usato
  • taglio perfetto dei blocchi di laterite che coincindono al millimetro come un puzzle
  • sorto in mezzo alla giungla
e altre ancora. (un documentario ben fatto è questo: Piero Angela)

A 30 minuti di bicicletta dall Angkor Wat, troviamo l Angkor Prohm. Piccolo ma a suo modo incredibile:
tanto il colosso Angkor Wat sembra ben rappresentare la vittoria dell uomo sulla Natura, tanto l Angkor Prohm invece sembra il suo simmettrico, la Natura si riprende il suo spazio letteralmente stritolando il tempio di Prohm.


Angkor WAT


Angkor Prohm




Friday, February 22, 2013

Aggiornamento temporaneo: siamo a Pnom Phen

Giusto per aggiornare, dopo le 4000 isole del Laos abbiamo varcato i confini cambogiani con un difficile viaggio verso Ban Lung nel selvaggio Ratanakiri, nel nord-est. Qui era la nostra base per un trekking nella giungla molto interessante e quantomeno atipico.

Ieri siamo arrivati a Pnom Phen, che è la capitale Cambigiana. Il nome è decisamente esotico ai nostri orecchi e a prima vista sembra confermare questa suggestione.

Nella prima:
Il teatro delle ombre tradizionali cambogiane

Nella seconda:
Due amiche cinesi dello Yunnan, nostra destinazione d'aprile





Ratanakiri: in the jungle the TIGER sleeps tonight

Tra i diversi trekking che molte agenzie offrono abbiamo scelto di fidarci un ragazzo che ci offriva un'opportunitá molto buona.. visitare i territori limitrofi al parco nazionae del ratanakiri, chiamati parchi comunitari dove le tribú che vi abitano hanno il diritto di usofrutto di ogni risorsa, ovvero possono pescare, tagliare alberi etc.

Per poter visitare questi territori é necessario devolvere una cifra per i bambini poveri della tribú, che in Cambogia si traduce in pagare la corruzione della Polizia del luogo, che a noi hanno detto essere i Ranger.

Di bambini poveri non ne abbiamo visti, in compenso il ranger era la nostra guida per fortuna.

La spedizione era cosi composta: noi due, interprete cambogiano e ranger della tribu (non parlano bene il cambogiano).

L'interprete era un fantasioso non-esperto, un maestro elementare che arrotondava cosi. molte risposte se le inventava palesemente ma a noi é piaciuta la sua fantasia!

Il ranger invece era meglio del tizio inglese di DMAX che viene lanciato col paracadute e sopravvive a tutto, meglio di chuck norris, ci vede di notte come i gatti, nuota come un pesce, abbatte bamboo come un elefante, costruisce zattere in un paio di ore, appicca il fuoco all erba secca senza creare incendi e senza spegnere il fuoco perché é tutto cacolato! mentre noi posavamo gli zaini dopo le camminate aveva giá acceso il fuoco, sciacquato le stoviglie e fatto i riso bollito.

Noi abbiam fatto il meno, abbiam portato 4 occhi nuovi e tanto stupore in posti favolosi. Abbiamo dormito nelle amache sotto le stelle e ascoltato i rumori della giungla, d'altronde con 12 ore di buio totale 4 ore le abbiam passate svegli.

Segue il video dell'escursione










Monday, February 11, 2013

Laos: 4mila isole

Il Mekong nasce sul Tibet e poi scende verso sud, nel suo cammino attraversa montagne e foreste fino a quando la valle si apre così tanto da fare una pianura. Dopo qualche centinaio di km ancora il corpo si allarga così tanto da dare origine ad un arcipelago di 4000 isole, il Si Phan Don, in Laos giusto al confine con la Cambogia, quale miglior posto per rilassarsi un po' ?!

Noi ne abbiamo scelta una che se siamo fortunati ci farà vedere il delfino irrawaddy, che vabeh, non è bello ma è simpatico.







Laos: il loop di Thathek

VEDERE IL VIDEO LOOP DI THATHEK





Thursday, February 7, 2013

Aggiornamento temporaneo

Dal 1 febbraio siamo in Laos tra le braccia del Mekong da Nord verso Sud.

Viaggio al centro della terra
Dopo aver visitato le capitali laotiane, ora usciamo dai percorsi strutturati e se non ci perdiamo tra tre giorni di motocicletta arriveremo all'imbocco di una grotta acquatica, da qui in barca entreremo per 7km.









Saturday, February 2, 2013

Thilandia Settentrionale

Abbiamo lasciato l'area centrale che conserva le rovine storiche di quella che che è considerata l'era d'oro della civiltà Thai.

Abbiamo quindi visitato la zona settentrionale, per lo più montagnosa. Questa zona è più autentica rispetto al sud sebbene non si possa dire che sia priva di turismo, anzi.

Le guide occidentali (es. lonely planet) e i tour operator locali dichiarano non-turistiche la maggior parte delle destinazioni del nord, ottenendo quindi che carovane di turisti occidentali si riversino su queste rotte, attratti da tutto ciò che sia etichettato "non-turistico".

Ovviamente tra questi ci siamo noi, che abbiamo trovato villaggi con ingresso a pagamento per vedere le tribù, oppure grandi cartelli che dicono quali etnie si trovino nel villaggio accanto alle scritte "benvenuti" da un lato e "buon viaggio" dall'altro. In alcuni casi farlocchi quanto Gardaland.

Fortunatamente non sono mancate però alcune visite di villaggi, strade e panorami incontaminati, al prezzo di ingoiare polvere, scottarsi e di spaccarsi schiena e sedere percorrendo per ore strade sterrate e piene di buche su una motoretta non ammortizzata.

Va detto comunque che la maggior parte delle escursioni sono state molto belle, anche quelle che si possono definire "turistiche".

Di fatto è chiaro che la parola "turistico" non coincida con la parola "brutto", e viceversa. È molto meglio vedere il mondo senza preconcetti di sorta, né in un verso né nell'altro.

VIDEO: THAILANDIA DEL NORD NEL TEMPO DI UNA CANZONE