E' sera e siamo in una stanzetta di compensato infreddoliti, buio e meno 20. Eva e' appena tornata dal bagno rischiando di cadere perche' il pavimento e' ghiacciato, siam pronti a metterci a dormire visto che domattina alle 7 vorremmo essere in cammino per apporffitare del bel tempo. E' dura riscaldarsi la sera perche' a questa altitudine non crescono gli alberi, quindi non c'e' la legna, lo sterco di Yak (una specie di vacca) lo si brucia con un po' di cherosene ma non piu di una mezzoretta all'ora di cena.
Un paio di giorni fa Ismet ci ha raccontato di una canzone turca: un signore gira tra i monti canticchiando al freddo, spera di incontrare qualcuno che gli apra la porta di una casa e che lo accolga; invece ad aprirci la porta e' stato il cammino tra Namche Bazar e Dingboche, la valle si e' messa in indirezione del signor Monte Everest, tu sei a 4500 metri e lui ti sovrasta di piu' di 4km di altezza.
Ci vorrebbe un blog a parte per scrivere l'esperienza di fare trekking sull'Himalaya per raggiungere il campo base dell' Everest, cercare di condensare quest'avventura in poche righe sarebbe, come si suol dire, come cercare di svuotare il mare con un bicchiere.
2500 metri di dislivello, 164km, 15 giorni, 7 ore di cammino al giorno con 25kg in due sulle spalle, temparatura media di 5 gradi di giorno, notti ampiamente sotto zero e "rifugi" senza alcun riscaldamento.
Ti trovi a condividere il tracciato con chi ha il tuo stesso passo e gli stessi panorami negli occhi, una miscela micidiale.
Si parte da una foresta di pini blu, poi le magnolie, poi i rododendri (alcuni in fiore), poi non crescono piu' gli alberi e restano i licheni, poi la neve e il ghiaccio.
Abbiamo un video e alcune foto da condividere. Per sapere il resto bisogna camminare!
VIDEO
Per coloro ai quali piacciono gli aerei:
aeroporto di Lukla