India, nel 1947 questo enorme Paese importantissimo per l'equilibrio asiatico ottenne l'indipendenza dalla Corona di sua maestà la Regina di Inghilterra.
Non so come fosse l'India a quel tempo, so che ora è ricca, ricchissima, soprattutto di contraddizioni. Bisogna armarsi di tanta affettuosa comprensione per cercare di giustificare la condizione inumana di tantissima gente.
Questo sub-continente ha una Natura formidabile, leoni tigri elefanti coccodrilli tartarughe, cascate praterie deserti barriere coralline spiagge.
La gente ti accoglie col cuore in mano, sorride e ciondola la testa quando è d'accordo.
Questa stessa gente, però, getta ogni tipo di rifiuto per terra e accetta una quantità sterminata di poverissimi, con malattie della pelle, che vivono in strada in mezzo agli animali e alla spazzatura.
Mi hanno fatto notare che bisogna osservare le cose da un altro punto di vista perché tutto deriva della diversa concezione della vita. In India la maggior parte della gente crede nella reincarnazione per cui, dopo questa vita, ne avranno un'altra migliore o peggiore a seconda di quanto bene abbiano vissuto la vita presente, questioni di karma.
Così si giustificano il sistema delle caste, la casta dei mercanti, degli agricoltori, degli intoccabili e così via, senza possibilità di riscatto in questa vita, ma se sarai un bravo intoccabile allora la prossima vita ti riscatterai.
Io nella reincarnazione non ci credo, credo piuttosto che questa sia l'unica mia occasione nell'arco dell'intera eternità, il mio riscatto avvenga ora e non nel futuro; e quando vedo un uomo come me che cerca da mangiare tra i rifiuti, magrissimo e ricoperto di insetti, allora provo compassione, non nel senso di commiserazione o pietà, ma nel senso di partecipazione alle sue sofferenze.
Provo questa compassione anche per la condizione della donna, costretta ad una costante sottomissione all'uomo, che sia padre o marito, bloccata nella sua emancipazione, nell'ultimo anno addirittura vittima di una crescente ondata di violenze da parte di uomini piccoli come coriandoli.
Provo impotenza di fronte alla società Indiana che produce milioni (letteralmemte) di esseri umani costretti e costrette a vivere in condizioni disumane, come potrebbe piacermi un Paese così? Fino a che punto l'ego accieca il viaggiatore che finge che tutto vada bene fintanto che non è lui a sguazzare nei mondezzai o ad essere violentato?
Sicuramente lo sviluppo vertiginoso dell'economia degli ultimi 10 anni ha accentuato queste fratture e,
d'altro canto, il Governo Indiano si comporta diversamente dalla sua società, pare abbia le idee più chiare; sta infatti cercando di attuare diverse misure correttive, il cammino è lungo ma se la direzione è giusta prima o poi si arriverà. Tanti dicono che l'India sia in grado di stupire, ebbene io spero mi stupisca al più presto!


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