Saturday, July 27, 2013

Via della Seta: l'angelo custode e il maestro zen

Kashgar è un vero crocevia di genti: Cinesi, Uyguri, Kirghizi, Tajiki, Pakistani, viaggiatori della via della Seta da ogni lato del Mondo; i mercanti di rubini, giada, lapislazzuli e turchesi si incrociano con i mercanti di bestiame in quello che è il centro nevralgico di questa regione. A Est il deserto del Taklakaman, a Sud le montagne dell'Himalaya (tra cui il K2), a Ovest le montagne di Pakistan e Afghanistan, a Nord la via per la Cina.

L'architettura cittadina, le cupole, la Moschea, i vicoli ed i bazar riflettono l'idea romantica di medio oriente, gli odori ed i colori sono così forti che mi si accende la curiosità di sapere che effetto mi farà tornarci magari tra qualche decennio.






Avremmo potuto ubriacarci di sguardi e di intenti e in effetti qualcosa ci è successo, per la prima volta in sei mesi non siamo riusciti a raggiungere una destinazione, Tashikurgan lungo la Karakoram Highway: un giorno passato a studiare come arrivarci, un giorno perdiamo l'autobus, un altro non ci sono più posti e in autostop non riusciamo a fare più di 60 km, un altro ancora dobbiamo stare a Kashgar per recuperare una scheda bancomat smarrita, un altro giorno Tashikurgan è irraggiungibile perché non abbiamo più due giorni interi da dedicarci; condite tutto ciò con notti travagliate e strani sogni ricorrenti e ci sarebbe abbastanza materiale per chi crede nell'Angelo Custode.

E così allegramente ci passano sotto il naso sei giorni, un check out ogni mattina ed un check in ogni pomeriggio presso lo stesso Hotel, l'ex Consolato Russo. L'Angelo Custode ci ha inoltre fatto incontrare due "ragazzotti sulla sessantina e rotti", diversi tra di loro ma estremamente ricchi con 40 anni almeno di avventure in giro per il mondo: insomma dei professionisti. Erano diretti in Pakistan, sulla via che anche noi avremmo dovuto fare e raccoglievano informazioni sullo stato di sicurezza di quella strada che purtroppo attraversa zone di conflitti.

Una calda sera poi, fuori dall'hotel Sahara c'eravamo tutti, immersi nel profumo di quel cemento cotto al Sole, ognuno era nel suo posto naturale, i mercanti di rubini Pakistani, quelli di lapislazzuli Afghani, l'angelo custode ed il maestro zen, i viaggiatori stanchi, alcuni si toccavano il cuore dopo averti stretto la mano, altri facevano un piccolo inchino, tutto era al suo posto, tutto era normale, tutto era propizio, avevamo tutti la stessa età, tutti con quella strana euforia di chi respira sapendo di respirare.

Quella sera decidemmo che avremmo imboccato la strada per Tashikurgan anche sapendo di non poterlo raggiungere: ottima scelta!!






















brrr freddino dai

200km di Karakoram Highway li abbiamo fatti, il resto rimarrà sotto quel velo che nasconde ciò che è remoto.

Lago Karakul lungo la Karakoram Hwy



Pausa per mangiare pane e latte in una Yurta di Pastori Tajiki.


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