Quando si viaggia con pochi soldi sapere contrattare è un arte che può fare la differenza, non importa se non si parla la stessa lingua, lo si può fare a gesti e con le espressioni del viso.
All'oasi di Dunnhuang, in un primo momento pensavamo di aver contrattato così bene da aver battuto tutti, secondo i racconti di altri viaggiatori si poteva pagare un'escursione nel deserto in carovana di cammelli con pernottamento tra i 25 e i 60 euro a testa.
Noi dopo mimiche acrobatiche e storie strappalacrime abbiamo abbattuto il costo fino a 17 euro a testa, entusiasti sigliamo il patto dandoci la mano e appuntamento poche ore più tardi.
Di fatti è solo più tardi, quando ci consegnano i cammelli già carichi di attrezzatura, che capiamo perché abbiamo pagato così poco: nel deserto ci andremo in due, da soli, senza cena, senza guida né carovana, soli con due cammelli.
Soli????? Come è a dire soli??? (Dalla foto sembrerebbe che ce la caviamo meglio di quel che è..!) Come funziona un cammello??? Come mangiamo??? Non sarà un tantino pericoloso? Inoltre da un cavallo puoi salire e scendere facilmente se sta fermo, ma un cammello è alto due metri e mezzo cribbio, e poi ha un'espressione così menefreghista che o ti arrangi o ti arrangi.
Intenerito, il cammelliere ci accompagnerà fin tra le dune ma poi se ne tornerà a casa prima che faccia buio. Così partiamo seppure con qualche remora per la notte, ma la comicità della nostra goffaggine a bordo del cammello aiuta ad esorcizzare le preoccupazioni.
Paolo Conte cantava "Ma quella faccia un po' così quell'espressione un po' così che abbiamo noi prima di andare a Genova", non sappiamo se i cammelli avessero intenzione di andare a Genova ma l'espressione era un po' così:
Un animale incredibile: a differenza degli altri quadrupedi cammina portando in avanti simultaneamente le zampe di destra e poi di sinistra, come se fosse un bipede con le stampelle; beve 90 litri d'acqua a volta e nelle gobbe ha le riserve di grasso. Si conduce con una sola briglia che è ancorata con un chiodo di legno passante nel naso, da una narice all'altra; per salirci bisogna farlo inginocchiare e urlargli qualcosa ma lui, inossidabile, se ne infischia un po' di tutto.
I deserti silenziosi e maestosi, sono simili ai grandi poeti descritti da Dante nella Commedia:
con occhi tardi e gravi,
di grande autorità ne' lor sembianti:
parlavan rado, con voci soavi
Siamo stati solo una notte in tenda nel deserto del Gobi, non è tanto lo so, ma ti apre il cuore: è come sporgersi da un burrone, è come pensare al futuro, è come guardar giù dall'oblò di un aeroplano.
p.s. La fortuna ha voluto che quella notte la luna fosse nel perigeo, ovvero il punto dell'orbita più vicino alla Terra, e se non bastasse quella sera la luna era anche nel segno dello Scorpione: decisamente adatto per il deserto!








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