Nuova Delhi
Una umidissima mattina di Luglio, in piena stagione monsonica Delhi ci accoglie a pietre in testa. Se sei bello ti tirano le pietre, e questo spiega perche' le abbiano tirate ad Eva solamente!!
Iniziamo col piede storto.. possibilmente i primi giorni vanno anche peggio obbligandoci a districarci tra una serie abbondante di tentativi di spillarci soldi, per la strada, nelle agenzie, alla stazione ferroviaria.. ma non ci perdiamo d'animo perche' vogliamo trovare quell'India amichevole e dal cuore grande di cui tutti ci avevano riferito!!
Agra
Cosi, non senza qualche fregatura, lasciamo la caotica Delhi per andare ad Agra, dove si trova il Taj Mahal.
Le fregature sono ancora nascoste ad ogni angolo ma noi restiamo letteralmente senza fiato quando lo vediamo.
Un poeta indiano l'aveva definito UNA LACRIMA SUL VOLTO DELL'ETERNITA' , e credo non esistano parole migliori per definire quello che e' il monumento piu' bello mai costruito per amore di una donna. Si', perche' quello che vedete e' il mausoleo di una donna morta mentre dava alla luce sua figlia.
Tutto il giorno a guardarlo sperando di scorgere un raggio di sole che filtrasse dalle nuvole, ad un certo punto come per magia, il cielo ce l'ha regalato: il marmo bianco si e' acceso e quelle ombre si sono scolpite nei nostri occhi.
Varanasi
A Varanasi invece e' stata tutta un'altra storia, caotica oltre il limite per molti viaggiatori, i monsoni hanno colpito duro liberandoci dalla calura per qualche ora. Varanasi e' la citta' sacra per gli Hindu, dove le cerimonie si susseguono tutto il giorno lungo le rive del fiume Gange.
Gli scalini scendono fin dentro l'acqua per kilometri, in certi punti avvengono le cremazioni a cielo aperto su pire di legno, dove i corpi bruciano e le ceneri vengono sparse nel fiume; in altri punti i credenti entrano a lavarsi seguendo un rituale di purificazione simile al battesimo di San Giovanni Battista nel Giordano, in altri punti allo scendere del buio dei sacerdoti ringraziano e invocano la benedizione del fiume sacro.
Non so come spiegarlo bene, ma assistendo a questi riti vecchi di millenni si avverte un senso di destino.
Fortunatamente il nostro destino sono le Isole Andamane, perle incastonate nell'azzurro chiaro dell'Oceano Indiano.
Una umidissima mattina di Luglio, in piena stagione monsonica Delhi ci accoglie a pietre in testa. Se sei bello ti tirano le pietre, e questo spiega perche' le abbiano tirate ad Eva solamente!!
Iniziamo col piede storto.. possibilmente i primi giorni vanno anche peggio obbligandoci a districarci tra una serie abbondante di tentativi di spillarci soldi, per la strada, nelle agenzie, alla stazione ferroviaria.. ma non ci perdiamo d'animo perche' vogliamo trovare quell'India amichevole e dal cuore grande di cui tutti ci avevano riferito!!
Agra
Cosi, non senza qualche fregatura, lasciamo la caotica Delhi per andare ad Agra, dove si trova il Taj Mahal.
Le fregature sono ancora nascoste ad ogni angolo ma noi restiamo letteralmente senza fiato quando lo vediamo.
Un poeta indiano l'aveva definito UNA LACRIMA SUL VOLTO DELL'ETERNITA' , e credo non esistano parole migliori per definire quello che e' il monumento piu' bello mai costruito per amore di una donna. Si', perche' quello che vedete e' il mausoleo di una donna morta mentre dava alla luce sua figlia.
Tutto il giorno a guardarlo sperando di scorgere un raggio di sole che filtrasse dalle nuvole, ad un certo punto come per magia, il cielo ce l'ha regalato: il marmo bianco si e' acceso e quelle ombre si sono scolpite nei nostri occhi.
Varanasi
A Varanasi invece e' stata tutta un'altra storia, caotica oltre il limite per molti viaggiatori, i monsoni hanno colpito duro liberandoci dalla calura per qualche ora. Varanasi e' la citta' sacra per gli Hindu, dove le cerimonie si susseguono tutto il giorno lungo le rive del fiume Gange.
Gli scalini scendono fin dentro l'acqua per kilometri, in certi punti avvengono le cremazioni a cielo aperto su pire di legno, dove i corpi bruciano e le ceneri vengono sparse nel fiume; in altri punti i credenti entrano a lavarsi seguendo un rituale di purificazione simile al battesimo di San Giovanni Battista nel Giordano, in altri punti allo scendere del buio dei sacerdoti ringraziano e invocano la benedizione del fiume sacro.
Non so come spiegarlo bene, ma assistendo a questi riti vecchi di millenni si avverte un senso di destino.
Fortunatamente il nostro destino sono le Isole Andamane, perle incastonate nell'azzurro chiaro dell'Oceano Indiano.






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