Saturday, June 22, 2013

Pechino: un tempo era condita di almeno un milione di biciclette

C'erano poco meno di 20'C a Pechino una giornata di Ottobre del 1949 quando, dall'alto della porta Celeste, Mao Zedong proclamava la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. 

La porta celeste è una specie di loggione (passatemi il termine) a Nord della piazza più grande del mondo, piazza Tian'anmen, dove era riunita una folla di 500mila persone.

La piazza misura 500 metri per 900metri, a fare un lato si cammina di buon passo per sette minuti, per far l'altro si cammina per quindici minuti.

500mila persone è l'intera popolazione di Brescia, è 6 volte la capacità dello stadio di San Siro, 7 volte l'Olimpico di Roma, oppure 5 volte il Santiago Bernabeu.

Quando ci siamo arrivati la prima volta la domanda è sorta spontanea: come facevano le ultime file a sentire quello che Mao diceva da un km di distanza? Ebbene, nei lampioni che che illuminano la piazza sono nascosti dei simpatici megafoni.. uh che sollievo, la felicità sta nelle piccole cose.
La seconda cosa che stupisce è che in tutta questa superficie non ci sia nemmeno una panchina, l'antifona è.. pedalare!

Lo stile della piazza e della sua gestione sono emblematici. La piazza è mastodontica e circondata da palazzi in stile sovietico, è protetta h24 da poliziotti in divisa ed in borghese pronti ad intervenire contro qualsiasi cosa possa minare l'armonia Cinese. Sì, perché è in nome del l'armonia che il governo cinese uccide 10mila prigionieri l'anno, in nome dell'armonia è la censura e l'invasione del Tibet.
Da questa piazza si capisce bene che la Cina è una nuova superpotenza ma che è ancora socialmente molto fragile, ahimè (il 100% dell'esercito Cinese è impiegato dentro i confini).

Usciti dalla dimensione politica, e quindi dalla piazza, ci accolgono una Pechino moderna e frenetica ed una Pechino antica e tradizionale. La città Proibita, la grande Muraglia, i palazzi dinastici, i quartieri a vicoli di eredità Mongola, si incontrano con i super palazzi e gli schermi luminosi, i mercati ed il distretto artistico (798).


La muraglia c'è ancora, ma il milione di biciclette che c'erano un tempo hanno lasciato spazio alle motorette elettriche.



Mentre aspettavamo che l'ambasciata Indiana processasse il nostro visto ci siamo permessi un weekend a Pingyao, una bellissima cittadella fortificata dove il tempo pare si sia fermato, e dove abbiamo compiuto i nostri 10 mila km in Cina, tutti via terra s'intende!! 



E ora si mangia

Manco a farlo apposta il miglior piatto è stato .. l'anatra alla Pechinese!! Da leccarsi le dita


Ali di Anatra, spaghetti di Pingyao, verdure di contorno.

Informazioni di servizio

1. Scartata l'opzione del Pakistan, abbiamo scelto di passare per il Kazakhstan brevemente e poi andare in India

2. Abbiamo il visto indiano! Una vera lotta ottenerlo, colloqui e sollecitazioni, ma aspettavamo solo il visto per lasciare Pechino e iniziare finalmente la via della Seta! Stasera prendiamo il cammello e andiamo a guardare la luna nel deserto, fortunatamente la luna è nel perigeo, il punto più vicino alla Terra!


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